Chimoio, 18 settembre 2008
Cari amici, rieccomi tra voi!
Stavolta ho cercato di essere un po’ più puntuale e sono proprio contento di tornare a darvi a qualche aggiornamento, ma prometto che sarò più breve! ;-)
Spero che ciascuno abbia passato una buona estate, magari concedendosi qualche giorno di riposo e distacco dalla routine quotidiana del lavoro e dei problemi di casa…magari al ritorno non è cambiato niente (anzi, mi sembra che a livello socio politico – lì in Italia - i problemi si stiano moltiplicando senza permettere di distrarsi un attimo!) ma avrete certamente più energia per affrontarla!
Qui invece sta per terminare la stagione più secca e fresca (qui lo chiamano inverno! Ma è paragonabile ad una nostra calda primavera) e la temperatura sta progressivamente aumentando!!
In alcune zone del paese (Maputo, Tete, Beira) fa già un bel caldo, mentre qui a Chimoio si può ancora godere della fresca brezza serale e alla notte si dorme ancora benissimo!
… e per fortuna è così! Perché, al contrario dell’emisfero Nord, qui al Sud questi sono i mesi in cui si “lavora” di più (per carità, sempre con le dovute proporzioni socio-culturali) anche se, con le varie festività[1] ricorrenti in questi mesi, il ritmo di lavoro risulta piuttosto spezzettato e ogni occasione è buona per riposarsi un po’…;-) Ma questo succede per i dipendenti pubblici e non alla FAO (e soprattutto non per il personale del progetto in cui sono inserito) visto che proprio in questi stiamo svolgendo i corsi di formazione per i contadini (400 partecipanti in tutto il paese di cui 150 solo qui, nella provincia di Manica), futuri facilitatori delle scuole agricole per adulti (FFS – Farmer Field School) che andranno a formare nelle propria comunità di appartenenza.
E’ perciò un periodo piuttosto intenso di lavoro (soprattutto dal punto di vista della logistica) che sinceramente mi sta stancando un po’ e mi sta facendo sognare una bella settimana di vacanze sulle nostre fresche montagne!
Ma le motivazioni sono ancora alte, perché dai contadini arrivano sempre soddisfazioni (se correttamente indirizzati e appoggiati come chiaramente previsto dai docuementi dei progetti…ma spesso disatteso dalla realtà dei fatti, in cui i tecnici governativi non sono in grado di assicurare il dovuto appoggio tecnico per mancanza di fondi, mezzi e – a volte – volontà…)
L’entusiasmo, invece, negli ultimi mesi è stato un po’ minato dal ripetersi della quotidianità e – soprattutto – dalle dinamiche di collaborazione con i colleghi della direzione provinciale dell’agricoltura (e a volte anche della FAO), affettate dalla mania di acquisizione e imposizione del potere personale che riscontro in gran parte dei tecnici statali.
Inizio ad essere un po’ stanco di dover assecondare le convenienze personali e professionali di alcuni colleghi, così come dover “dribblare” la burocrazia mozambicana per riuscire a conseguire un qualche risultato concreto…
E’ deludente assistere alle dinamiche di ricerca del potere personale, o della promozione, da parte dei dipendenti più qualificati dei servizi pubblici che, con il solo obiettivo di avanzare in carriera e ottenere un salario più cospicuo, si adattano ad assecondare le direttive “cameratistiche” del partito al Governo (il FRELIMO) senza di fatto interessarsi di saper garantire un servizio più competente nel loro ambito di lavoro.
E la cosa appare ancora più evidente adesso che sta aumentando la tensione pre-elettorale legata alle prossime elezioni municipali (autarchiche) programmate per il 19 novembre, quando i cittadini di alcune municipalità del paese dovranno eleggere i rispettivi sindaci (presidente do municipio). L’esisto è probabilmente già deciso in molte località (il FRELIMO è di gran lunga il partito prevalente), ma ogni funzionario pubblico (anche tecnico) sarà chiamato a dedicare del suo tempo per contribuire alla campagna elettorale, partecipando e organizzando qualche comizio e aumentando il numero di tessere (cartoes) emesse dal partito. Staremo a vedere, sarà un “autunno caldo” anche da noi, non solo dal punto di vista climatico (in realtà, qui si va verso l’estate)…
E con l’aumento della temperatura – questa volta climatica - anche la natura si sta attivando nuovamente[2] e in particolare, dopo la fioritura degli aranci (in questa regione la coltivazione degli agrumi è piuttosto diffusa), in questi giorni stanno spuntando i primi manghi, vero e proprio frutto-simbolo di questa regione e delle aree rurali del Mozambico (non esiste villaggio o famiglia che non abbia almeno un mango piantato vicino alla propria casa, per riceverne i frutti e l’ampia ombra).
E per fortuna si rivede un po’ di vita, perché la siccità dei mesi scorsi è stata davvero forte, culminata con una impressionante e tragica serie di incendi provocati dai contadini, sia per preparare il proprio apprezzamento di terra (machamba) alla prossima semina, sia per cacciare e catturare piccoli animali (soprattutto una specie di ratti commestibili) da mangiare in questo periodo di scarsità delle riserve alimentari (quest’anno la scarsità di cereali ha raggiunto limiti eccezionali, soprattutto perché molti contadini hanno approfittato del prezzo alto, inizialmente offerto dalle imprese commerciali, per vendere la maggior parte del raccolto, spesso intaccando anche lo stock necessario al proprio sostentamento).
Gli incendi spesso sono sfuggiti al controllo di chi li doveva governare causando la distruzione, non solo dei coltivi e di molti appezzamenti di foresta ancora presenti sul territorio, ma anche di alcuni villaggi (compresi molti granai) e causando soprattutto la morte di decine di persone (nella provincia di Manica finora se ne sono contate 30, inclusi molti bambini sorpresi nel sonno)…
In questi giorni le autorità pubbliche e tecniche si stanno adoperando a rilanciare le campagne di sensibilizzazione, ma è troppo tardi! Il problema delle quemadas descontroladas (tristemente ricorrente in Mozambico in questi mesi di fine inverno) si ripresenta ogni anno, con la stessa carica distruttiva e, se non verranno adottate misure di controllo più drastiche, forse non finirà mai…
Un ultima nota la riservo alla situazione nel vicino Zimbabwe, in cui – spero l’avrete saputo – l’immobile presidente Mugabe e l’esponente dell’opposizione Tsvangirai (il partito del quale, però, ha ottenuto la maggioranza relativa in Parlamento dopo le ultime elezioni) sembrano finalmente aver trovato un accordo per suddividersi le funzioni di governo e gli incarichi di potere. E’ stata una notizia accolta con entusiasmo e speranza da tutti gli zimbabwiani: sia da quelli rimasti nel loro paese che dalle centinaia di migliaia che ogni giorno attraversano il confine per venire a lavorare o commerciare qui in Mozambico…per sfamare le loro famiglie. Ci vorrà del tempo perché questo accordo rilanci l’economia del paese (ormai sull’orlo della fame), ma per lo meno è un segnale positivo di uscita dalla crisi. Crisi che anche il governo mozambicano (come quello sudafricano) non ha mai accettato di riconoscere, non permettendo (fra le varie cose) che né l’UNHCR[3] né l’OCHA[4] facessero un indagine conoscitiva sullo stato dell’emigrazione (temporanea o definitiva) degli zimbabwiani nella provincia di Manica, che di fatto si estende lungo tutto il confine.
Qui a Chimoio l’insieme delle organizzazioni (per lo più di sviluppo) ha tentato di organizzarsi in un forum della società civile per far fronte all’emergenza, ma a quanto pare i risultati sono ancora scarsi (soprattutto a causa della riluttanza da parte del governo).
Ma ora basta parlare di cose serie o tristi, il Mozambico è anche festa, danza e gioia di vivere il tempo che è dato, nella precarietà e nella limitatezza delle risorse…atè a proxima!
Ciao, Diego
[1] In questi mesi si susseguono varie date importanti per la storia del Mozambico (16 Giugno –festa della città di Chimoio, 25 Giugno – indipendenza dal Portogallo, 7 Agosto – accordi di Lusaka per l’indipendenza, 25 settembre – inizio della guerra di indipendenza, ecc) e per ognuna è indetta una festa nazionale, fin qui niente di strano…il fatto è che in questo paese, se le festività cadono di sabato o domenica, il governo permette a tutti i dipendenti pubblici (e non) di prendersi un giorno di riposo in qui è “tollerabile” rimanere a casa dal lavoro (dia de tolerança), e quindi praticamente ogni occasione è buona per riposarsi un po’….
[2] Anche se il fattore limitante qui da noi è la disponibilità d’acqua che ha raggiunto il minimo annuale…ma fra un mese arriveranno anche le prime piogge!
[3] Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
[4] Ufficio di Coordinamento delle Azioni Umanitarie
